29 settembre 2008

Teroldego Rotaliano 2003 - Foradori

Vitigni: Teroldego 100%
Titolo Alcol.: 13,5% - (14€)
Giudizio:

Il Teroldego Rotaliano di Foradori è un vino semplice, essenziale ed elegante. Nasce da una zona geografica ben delimitata, il Campo Rotaliano, incuneato fra le montagne nella Valle dell’Adige. Viene vinificato in recipienti metallici a temperatura controllata e poi maturato per 12 mesi in piccole botti di legno di quercia

Rosso rubino limpido di sorprendente bellezza.
E’ammaliante al naso con i suoi aromi netti e puliti. Emergono subito i profumi fruttati di piccoli frutti di bosco fra i quali la mora e il mirtillo sono i principali attori, accompagnati da toni di fiori rossi e accenni di spezie.
Al gusto ha un corpo di notevole carattere, una polpa fruttuosa e morbida, con una buona consistenza e dei tannini ben equilibrati. Ha una bellissima acidità e un finale lungo.

Costa circa 14,00€.

Da non farsi mai mancare in cantina visto l’ottimo rapporto qualità prezzo.
E’ un vino ottimo da abbinare ad arrosti di carni rosse e con la cacciaggione.

18 settembre 2008

I vini e i ristoranti della vacanza in Alto Adige

Durante l’estate ho trascorso le vacanze visitando l’Alto Adige
A seguire vi riporto alcuni dei ristoranti dove ho cenato con i vini bevuti.

In Val Pusteria, dove ho soggiornato nel primo periodo, assolutamente da menzionare due tappe.

La prima a Bressanone, il ristorante Oste Scuro (Finsterwirt). Si trova in vicolo del Duomo 3, a due passi dalla piazza principale. E’ un osteria storica ricavata in un antico edificio del XII sec. dall’ambiente tirolese arredato con mobili ed armi antiche ed un servizio impeccabile.

Abbiamo atteso qualche minuto, perché come al solito eravamo in anticipo sulla prenotazione assolutamente necessaria (soprattutto nel nostro caso visto che eravamo a Bressanone il pranzo di Ferragosto) ma alle 13:30 eccoci a sedere in un accoglientissima stube. La cucina è tradizionale con molte specialità Alto Atesine raffinate e di stagione e la carta dei vini è decisamente ben fornita.

Per accompagnare i ravioli ripieni di formaggio e verdura, i soufflè di canederli (un grosso canederlo dentro un cestino di pasta fillo adagiato su una crema di verza), il cosiddetto piatto del Papa – la sella di capriolo con composta mirtillo e finferli – e il carpaccio di cervo, abbiamo scelto un Pinot Nero Pigeno 2005 di Stroblhof.

E’ il vino della Stroblhof di più antica tradizione. Dal colore rubino delicato, al naso sono spiccati i profumi di amarena e frutta rossa in generale. Nonostante la giovane età in bocca presentava già tannini equilibrati. Un vino corposo e dalla lunga persistenza correttamente abbinato alle carni rosse che abbiamo mangiato.

Ristorante Voto 4
Vino Voto 3 e 1/2


La seconda tappa l’avevo prenotata con un mese di anticipo per esser certo di potervi festeggiare il mio compleanno.
Ristorante Schöneck, un due stelle Michelin a Falzes, per la precisione in Via Castello-Schöneck 11 Molini di Falzes 39030, un ristorante che prende il nome dal vicino Schloss-Schöneck (il castello) situato poco sopra.

Arriviamo puntuali e in questo caso per primi al ristorante e con estrema accoglienza veniamo fatti accomodare, non nella veranda panoramica in stile tirolese fine '800 ma nell’ambiente tipico ma allo stesso tempo elegante e romantico.della stube, tutta rivestita in legno, con la caratteristica stufa in maiolica.

La cucina dello Chef Baumgartner è “altoatesina creativa”, con ricette tradizionali e il ristorante ha inoltre una cantina di vini con oltre 500 etichette italiane e francesi, che sfoggiano immediatamente offrendoci un aperitivo a base di Spumante Arunda Blanc de Blanc’s Chardonnay, mooolto fine.

La cena ci rimarrà impressa a lungo nella memoria. Dopo un pre-appetizer offerto dal Maitre abbiamo optato per il menù degustazione composto da:

  • Antipasto misto formato da coniglio con cipolla in agrodolce, formaggio caprino con gelatina di pomodoro e spalla con funghi.
  • Uovo biologico su letto di spinaci con tartufo.
  • Ravioli di carruba ripieni di formaggio d’alpeggio e funghi gallinacci
  • Tasca di patate con funghi porcini
  • Tagliata di manzo con rosmarino
  • Mix di dolci: creme brulèe, gelato alla vaniglia speziato, torta al cioccolato su letto di fragole di bosco.
Il tutto accompagnato da quello che oramai all’unanimità dai degustatori e dagli esperti viene definito come il più grande Pinot Nero italiano: Hofstatter - BARTHENAU VIGNA S.URBANO 2002

E’ un vino COMPLESSO!!! Nel senso che è stato complicato, capirlo, definirlo, descriverlo. Un rubino cristallino con la trasparenza tipica dei Pinot Neri Altoatesini.
Al naso elegante ed intenso ma nell’immediato di difficile definizione, molto chiuso. Lasciato respirare sono saliti quindi al naso profumi di frutta rossa scura, amarene, ribes, lamponi, accompagnate da note di humus e aromi terziari… ma che fatica per distinguerli.
In bocca aveva un tannino finissimo, perfettamente levigato con un acidità elegante. Un Pinot nero decisamente ampio, avvolgente e molto persistente.

Ristorante Voto 5
Vino Voto 5


Lasciata la Val Pusteria, ci siamo recati per una settima in Val di Siusi da dove itinerando abbiamo visitato Bolzano e la Strada dei Vini che da Bolzano verso sud costeggia l’Adige, toccando le principali tappe di Cortaccia, Caldaro, Termeno, Appiano e Terlano.

Abbiamo visitato le aziende vitivinicole di
Tiefenbrunner, S. Michele Appiano ed Hofstatter facendo ovviamente acquisti.

Le vigne di Tiefenbrunner.












Le cantine di S. Michele Appiano

















Una tappa sicuramente da menzionare in questa settimana la birreria Hopfen & Co. in Piazza Erbe 17 a Bolzano.

L'osteria è un ambiente molto rustico ed accogliente diviso su tre piani, dove la birra artigianale fatta in casa scorre dalla cantina direttamente alla spina del banco.
E’ un osteria dotata anche di tavoli all'aperto in cui mangiare d'estate, anche se il giorno in cui abbiamo visitato la città pioveva a dirotto (abbiamo scelto la città anziché la montagna anche per questo) e quindi ci siamo chiusi dentro al caldo.

La sua cucina è regionale tipica, con piatti della tradizione e piatti caratteristici a base di birra come ad esempio la zuppa del birraiolo e la pasta di luppolo, i canederli alla birra, e il sorbetto di birra fatto in casa.

Osteria voto: 4
Birra artigianale di frumento voto: 4


Seconda tappa assolutamente da menzionare del periodo trascorso in Val di Siusi, il ristorante Sasseg, dal latino "saxus siccus" ovvero "sasso secco", sotto la montagna del Parco Nazionale dello Sciliar, per l’esattezza.in Via Sciliar, 9 - 39040 a Siusi allo Sciliar.

Un ambiente elegante e moderno, con un servizio di qualità grazie ad Inga che gestisce con classe e raffinatezza la sala.
Propone un eccellente cucina classica, con tocchi di caratteristiche Alto Atesine, a base di pesce, carne e selvaggina. La carta dei vini è eccellente con una selezione veramente curata di etichette.

La cena:
  • Capesante servite in tre modi
  • Medaglioni di pesce spada con tortino di pomodori e rucola
  • Crema di zucchine con spiedino di calamaretti
  • Risotto al prezzemolo e saltimbocca di coda di rospo
  • Filetto di San Pietro con finocchi e patate all’aneto
  • Filetto di Branzino su puré di sedano rapa e piccolo strudel di spinaci
Una cena ottima alla quale abbiamo abbinato il Riesling Falkenstein 2007 di Franz Pratzner, un vino giovane con delle nette note di idrocarburi ma dei profumi ancora poco espressi.
Lo abbiamo tirato fuori dal secchiello del ghiaccio perché a nostro avviso era troppo freddo così che aumentando leggermente la gradazione potessero emergere le sue note di idrocarburi, agrumi, pompelmo e spezie.
Al gusto era elegante, sapido, dalla decisa mineralità e con un acidità vibrante. Un po’ corta la persistenza. Lasciato qualche anno in più cantina avrebbe certamente avuto ottime evoluzioni. Un riesling della Val Venosta niente male però…

Ristorante voto: 5
Vino voto: 3 e 1/2