29 gennaio 2010

Soave Calvarino 2007 - Leonildo Pieropan

Disciplinare : Bianco DOC
Uvaggio: 70% Garganega, 30% Trebbiano di Soave
Titolo alcol.: 13,0%
Voto:

Il Soave, in linea generale, è un vino che amo.

Il Calvarino Soave Classico, in particolare, è un Soave che adoro. Un esempio da prendere.

E’ Leonildo Pieropan che grazie alle sue capacità da un imprinting indiscutibile nel ciclo produttivo, creando un “Soave Speciale” al 70% garganega e 30% trebbiano di Soave.

Dal colore giallo paglierino tendente al dorato, al naso soprattutto agrumi, pere, fiori bianchi e note d’erbe aromatiche. Molto minerale.
In bocca è ben equilibrato, con una bella acidità e dalla bella struttura.

Da bere subito o anche attendere qualche anno lasciandolo in cantina.

Perfetto per essere abbinato a piatti tipici veneti come il prosciutto di Soave, alle caratteristiche minestre a base di verdure, alla pasta fatta in casa come le taiadele in brodo coi fegatini.
E’ scontato l’eccellente abbinamento con il pesce, si abbina in maniera perfetta anche con il capretto della tradizione pasquale cotto in forno a fuoco lentissimo ed insaporito proprio con il Soave.

(Per vostra info ha preso i Tre Bicchieri" della Guida Vini d'Italia 2010 del Gambero Rosso)

24 gennaio 2010

TorreBarolo... ottima base per visitare le Langhe

Se ami come me il vino, soprattutto il nebbiolo e in generale le Langhe, diventa Fan di TorreBarolo su Facebook entro la fine di questo mese, ed avrai la possibilità di partecipare all’estrazione di un soggiorno nell’edificio residenziale Torre Barolo ( vedi Regolamento).

Di proprietà di Megan, trapiantata dagli USA in Italia da 10 anni per la passione che i vini e le vigne delle Langhe le hanno trasmesso, il residence è in una torre del diciassettesimo secolo al centro di Barolo, punto di partenza ideale per le molteplici possibilità di visite per approfondire l’argomento enologico e culturale che la zona offre.

17 gennaio 2010

Sperss 1999 - Gaja

Disciplinare : Langhe Nebbiolo DOC
Uvaggio: 94% Nebbiolo, 6% Barbera
Titolo alcol.: 14,0%
Voto:

Nel 1988 Angelo Gaja acquista, in una delle migliori posizioni del comune di Serralunga, il vigneto di 12ha di nebbiolo e lo chiama Sperss in omaggio al padre che da sempre aveva desiderato di riprendere la produzione del Barolo.

Sperss, tradotto dal piemontese significa nostalgia o profondo desiderio.

Fermentazione e macerazione avvengono in acciaio per circa 3 settimane a cui segue la maturazione per i successivi 24 mesi, metà dei quali in barriques e metà in botti grandi tradizionali

Per un importante evento ieri ho aperto il 1999 che tenevo in cantina:

Dal granato molto scuro ed una grande consistenza, è ricchissimo al naso.
Ottima la componente di frutta matura, di ciliegie sottospirito, di fiori rossi essiccati, e spezie dolci. Accompagnano note di goudron, cioccolato amaro, terra, mentolo, tabacco e liquirizia.

In bocca è elegante, denso al gusto, rotondo e caldo.
Ha tannini vellutati, appena accennati, ed un ottima acidità.
Finale dalla lunghissima persistenza.

Un fuoriclasse.

9 gennaio 2010

Centomoggia 2005 Casavecchia - Terre del Principe

Peppe Mancini si è interessato alla produzione del vino nelle terre dell’Alto Casertano sin dai primi anni ’80.
Da allora si è dedicato alla produzione del Casavecchia il “nuovo” vitigno autoctono campano riconosciuto dal 2002 nel disciplinare della Igt Terre del Volturno.

Nel 2003 dopo vicissitudini con il socio nella sua precedente azienda, fonda Terre del Principe a Castel Campagnano, con l’enorme valore aggiunto dato dal professore di enologia, di prestigio internazionale, Luigi Moio.

Il vitigno Casavecchia su cui concentra la produzione (l’altro è il Pallagrello) è un vitigno nuovotra virgolette” perché la leggenda vuole che è solo all’inizio del ‘900 che, vicino ad un vecchio rudere , dal quale è derivato il suo nome, fu ritrovato un ceppo di questa varietà di vitigno.

Ad oggi è prodotto nel quadrilatero territoriale a nord della provincia di Caserta, in piena e fertile Terra di Lavoro, nei comuni di Castel di Sasso, Formicola, Liberi e Pontelatone, tra la valle del fiume Volturno e le falde del monte Maggiore.
Centomoggia 2005:
Dal compatto colore rubino con un unghia violacea nonostante l’affinamento in bottiglia.

Al naso è estremamente complesso. Prevalgono sentori di piccoli frutti rossi, di sottobosco, ribes, mirtilli, e prugna matura. Accompagnano note di violetta, spezie dolci, note balsamiche e terziarie di cuoio, caffè e liquirizia.

In bocca è secco e morbido, con un ottima corrispondenza gusto-olfattiva che richiama profumi di frutti rossi e note balsamiche. Fresco, con una buona acidità e una persistenza molto lunga.
Ha un elegante struttura tannica che lo conferma come un vino da poter destinare a lunghi invecchiamenti.
Sorprendente.

4 gennaio 2010

Osso San Grato 2004 - Antoniolo

Ho accompagnato la cena di Capodanno con l’Osso San Grato 2004, preso direttamente presso l'azienda Antoniolo - su mia commissione ovviamente, ndr - da un collega/amico che si trovava dalle parti di Gattinara i primi di dicembre.

L'azienda fondata nel 1948 è oggi guidata da Rosanna Antoniolo accompagnata dai figli Alberto e Lorella. Ha un impostazione produttiva molto classica, ed è tra le migliori aziende produttrici del nord Piemonte.

Il loro vigneto di Nebbiolo, detto Spanna localmente, è di c.ca 5ha di viti impiantate all’inizio degli anni ’60, ed è coltivato sopra un terreno sub-acido di origine vulcanica con un esposizione dei filari verso sud.
Produssero l’osso San grato per la prima volta nel ’74.

La bottiglia bevuta del 2004, come da foto, è la 3987 di 5292, alla luce dei 68 quintali di uva raccolti.

Dal rubino scuro tendente al granato, aveva archetti nel calice che hanno ben evidenziato la sua consistenza.
Al naso un incredibile intensità e profumi decisamente eleganti.
Ampio dai piccoli frutti di bosco, alla marasca, ai fiori secchi, dalle note speziate e balsamiche, ad accenni di vaniglia, pepe, caffè, thè, cuoio.
L’esame gustativo esaltava ulteriormente il gran vino nel bicchiere. Con un attacco caldo e morbido, equilibrato da una buona acidità e dai tannini di estrema finezza. Il finale era lunghissimo.

E' iniziato bene l'anno!

Azienda Agricola Antoniolo
Corso Valsesia, 277 – 13045 Gattinara (VC)
Tel. 0163 833612